Rimanere nella pace

La pace
Quando dichiariamo guarra a noi stessi e agli altri, mettiamo in scena la rabbia, l’aggressività, la forza distruttiva e il dolore.
Iniziamo a indurire e bloccare  il nostro corpo e il nostro cuore coinvolgendo anche le persone che ci sono accanto. Nella lotta ci sentiamo sempre nella giusta posizione e spesso facciamo di tutto per vincere. A volte non ci sono ne vincitori e ne vinti ma solo un campo con tante ferite da guarire. A volte ci dimentichiamo di ciò che ci ha fatto arrabbiare,  ed annulliamo anche quello  che avevamo percepito: le sensazioni, le emozioni.
Ammorbidire il cuore ci permette di non rompere, di non spaccare, di non distruggere di non dimenticare, ma sentire con consapevolezza e rimanere in contatto con la pace.
La pace è ogni passo.
Il sole rosso che spende è il mio cuore.
Ogni fiore sorride con me.
Com’è verde, com’è puro tutto ciò che cresce.
Com’è fresco il vento che soffia.
La pace è ogni passo.
Porta il sentiero infinito verso la gioia.
Tinh Thuy (Allieva di Thich Nhat Hanh)
Annunci

Prepararsi al cambiamento

autumn-morning-862x484

Mi sorprendo  sempre quando spunta il sole in una bellissima mattina d’autunno cristallina e radiosa.
Di solito mi accade quando i giorni precedenti sono stati uggiosi e bui, avvolti da una fitta nebbia. Mi sento come investita da una piacevole musica dopo un lungo silenzio.
E’ bello osservare la natura, l’aria ormai fresca e frizzante, i colori che cambiano, i suoni che si attutiscono.
I segni dell’inverno sono imminenti ed arriveranno tra non molto.
Solo rallentando il passo riesco a vedere che la natura attorno a me sta cambiando il suo vestito,  ed usando i miei sensi  mi preparo ad accogliere con apertura qualcosa di diverso che arriverà.
In questo rifletto ed osservo che a volte non sempre ci prendiamo il tempo di  vedere cosa cambia attorno a noi,  che niente rimane fermo, immobile, ma che tutto si evolve ed  assume  una forma diversa . Mi accorgo di  quante volte andiamo  di fretta perdendoci alcuni aspetti della nostra vita, proprio quelli non osservati, consapevolizzati che bloccano la via del cambiamento.
Se guardiamo in modo consapevole a ciò che accade, ci prepariamo a non venire colti di sorpresa, a non rimanere sospesi con il respiro bloccato.
Ci prepariamo al cambiamento e tutto ciò  che porta in sé.
Lasciatevi andare a sentire qualsiasi cosa sia presente. Seguite le sensazioni di flusso e cambiamento e fate attenzione a cosa provate.  Jon Kabat Zinn

Ssshhhhh….rimaniamo in ascolto

 

ascolto-di-se

Immaginiamo l’inizio di una classe di esercizi.

Le persone sono in piedi  con le ginocchia flesse, il centro di gravità è spostato sul nostro bacino, gli occhi sono chiusi: è la posizione del grounding.

Il conduttore chiede loro di sentire il contatto dei piedi sul pavimento di lasciare andare il respiro e di ascoltare il loro corpo.

Il corpo è un contenitore pieno di informazioni, ci dice come stiamo, come ci sentiamo, quali sono le nostre sensazioni fisiche, le nostre emozioni che lo attraversano.

Ma portare attenzione ad esso non sempre è così semplice perché non siamo abituati a farlo, perché  distratti dalle cose che dobbiamo fare.

La mente è molto simile ad un lavatrice dove i nostri  pensieri volontari si affollano prendendo il sopravvento: “Devo ricordarmi di passare dal medico”, “Speriamo di arrivare in tempo a casa”, “Devo pagare la bolletta”, ecc….

Se riusciamo a concentrarci sul nostro corpo mettendo a tacere la nostra mente, esso ci racconta molte cose su di noi: come respiriamo, se le nostre gambe sono stabili, se le spalle sono tese o rigide, se i piedi o la mani sono fredde. Qual’è l’emozione che emerge in quel momento, e in quale parte del corpo la percepiamo.

Questo ci permette di conoscerci meglio, confermando alcune cose che sappiamo già di noi o consapevolizzarne altre, facendoci capire che a volte  possiamo essere in un modo del tutto diverso da quello che già conosciamo.

La classe è ogni mercoledì  dalle 20.00 alle 21:30 presso il Centro Crisalide – Ancona

Gli uomini pensano di risolvere tutto con la mente invece di “sentire”. Ma il sentire non ha a che fare con l’intelligenza  o con la forza. Solo lavorando su di sé, sul proprio corpo – grazie al quale l’uomo “sente” – l’uomo può curarsi e aspirare, come è sacrosanto, a una vita sana, libera, felice. Ed essere in grado di amare veramente.

A.LOWEN

 

Il contatto

contatto

Diventa sempre più difficile oggi entrare in contatto con se stessi e con gli altri.

Internet ci apre le porte al contatto immaginativo, virtuale, quello più semplice, staccato dal mondo dove non c’è un sentire l’altro, un percepire le cose che l’altro percepisce.

Il contatto sicuro nasce sin da subito, da quando il bambino desidera sentire il contatto con la madre. Il piacere di  poggiare il viso sulla sua spalla stando lì,  senza far nulla,  se non sentire il suo contatto.

Il contatto crea intimità , la formazione di un cerchio chiamato  NOI che non è IO o TU, all’interno del quale i contorni  si mescolano per interagire INSIEME.

E’ lo scambio di sensazioni e di emozioni dove i nostri confini da rigidi diventano morbidi, ed è proprio in questo flusso che si crea una comprensione profonda, una scoperta della  connessione con noi, con gli altri.

C’è un modo di entrare in contatto tra esseri umani più percettivo e affidabile della parola, fatto di sguardi, silenzi, gesti e messaggi ancora più sottili; è il modo in cui un essere umano nel suo intimo risponde al richiamo di un altro.

Sándor Márai