Sentire noi è sentire gli altri

empatia

Se rispettiamo il nostro corpo, rispettiamo il corpo dell’altro. Se sentiamo ciò che accade nel nostro corpo, sentiamo anche quanto avviene nel corpo della persona alla quale siamo vicini. Se siamo in contatto con i desideri e i bisogni del nostro corpo, conosciamo i bisogni e i desideri altrui e, al contrario, se non siamo in contatto con il nostro corpo, non siamo nemmeno in contatto con la vita.

A.Lowen

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Il contatto

contatto

Diventa sempre più difficile oggi entrare in contatto con se stessi e con gli altri.

Internet ci apre le porte al contatto immaginativo, virtuale, quello più semplice, staccato dal mondo dove non c’è un sentire l’altro, un percepire le cose che l’altro percepisce.

Il contatto sicuro nasce sin da subito, da quando il bambino desidera sentire il contatto con la madre. Il piacere di  poggiare il viso sulla sua spalla stando lì,  senza far nulla,  se non sentire il suo contatto.

Il contatto crea intimità , la formazione di un cerchio chiamato  NOI che non è IO o TU, all’interno del quale i contorni  si mescolano per interagire INSIEME.

E’ lo scambio di sensazioni e di emozioni dove i nostri confini da rigidi diventano morbidi, ed è proprio in questo flusso che si crea una comprensione profonda, una scoperta della  connessione con noi, con gli altri.

C’è un modo di entrare in contatto tra esseri umani più percettivo e affidabile della parola, fatto di sguardi, silenzi, gesti e messaggi ancora più sottili; è il modo in cui un essere umano nel suo intimo risponde al richiamo di un altro.

Sándor Márai