La neve che mai si accumula.

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La Neve che mai si accumula –
La transitoria, fragrante neve
Che arriva una sola volta l’Anno
Morbida s’impone ora –
Tanto pervade l’albero
Di notte sotto la stella
Che certo sia il Passo di Febbraio
L’Esperienza giurerebbe –
Invernale come un Volto
Che austero e antico conoscemmo
Riparato in tutto tranne la Solitudine
Dall’Alibi della Natura –
Fosse ogni Tempesta così dolce
Valore non avrebbe –
Noi compriamo per contrasto – La Pena è buona
Quanto più vicina alla memoria –

Emily Dickinson

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Ode al giorno felice

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Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.

Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto,
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché si,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.

PABLO NERUDA

 

Senza tempo

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Senza tempo

Ho camminato per anni tra strade di sassi,

tra colline di mondi diversi.

Ho conosciuto gli occhi degli altri,

mangiato parole,

stretto mani di tanti colori.

Ho sudato il mio corpo,

felice di sentire il suo peso.

Le sue stanche membra non mi appartenevano.

Senza tempo è il mio spazio,

la mia aria,

il mio sentire,

il mio essere uomo, marito, padre.

A modo mio.

Cado sulla terra, ma non mi faccio male.

Silenzioso e nascosto nella disperazione piango.

Con coraggio mi sollevo di fronte al mondo.

Non mi fermo.

Non sento.

Qualcuno mi chiama.

Non vedo.

Pesante è il respiro che mi avvolge,

tutto il mio essere circonda.

Mi fermo.

Nudo mi sdraio.

Con gli occhi sospesi nel vuoto cerco un posto sicuro,

una sosta interiore

che lascia una pace profonda nella mia flebile anima.

Paola Pucci

 

Assenza

l'addio

Eri nel vento forte e leggero che soffiava di notte, che sibilava di giorno.

Eri nelle foglie degli alberi, ruvide e morbide, quasi vellutate.

Eri nei fiori d’estate dal profumo forte, inebriante come un buon vino maturo.

Eri nelle strade rotte di sassi, di terra fresca, di asfalto liscio.

Eri nel cielo a striscie sereno.

negli occhi della gente,

 nel respiro della notte,

nelle mie mani,

nel mio corpo ,

nel mio sorriso.

Non ti sento.

Ho acceso una luce ma non ti vedo.

Sei andato lontano, dove i miei occhi non possono vedere.

Ho allungato una mano ma non ci sei.

Ora lo sento.

Paola Pucci

Per essere albero

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Per essere albero
devi imparare, almeno una volta,a essere ombra.
Per essere albero
devi avere la vita che ti scorre dentro,
confonderti tra i colori di mondi che vivono altrove,
Per essere albero
devi saper essere foglia e radice
sfidare il vento, nasconderti dentro la terra.
Saper crescere attorno ai cerchi concentrici della memoria
come il segno di tempi che si rincorrono
lungo la vita.
Per essere albero,
per essere davvero albero,
devi saperti protendere al cielo,
saper parlare da solo alla luna,
saperti guardare nel riflesso di un fiordo,
seguire lo scorrere della vita a fianco del fiume.
Come una sequenza ininterrotta di storie da raccontare.

(Guatan Tavara)

Ti sento

sullamore
Non posso fermare le mie lacrime,
sono acqua del mio dolore.
Le tue mani leggere toccano il mio cuore,
pieno di speranza d’amore.
I nostri corpi si guardano
e tutto intorno e’ fermo.
Non ci sono parole,
tutto rimane muto.
Oltre i tuoi occhi la porta si chiude.
È il tuo giardino,
pieno di fiori e di profumi,
ma anche di spine.
Rimani immobile a guardare
pezzi di vita lontani.

Paola Pucci

Il viaggio

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Sull’asfalto le ruote girano,
le ruote si fermano.
Scivolano verso luoghi lontani,
dove il passaggio del vento si rompe,
dove il cielo di nuvole si apre in un tiepido sole,
dove il mare si muove come tante piccole stelle,
dove i muschi profondi si affondano.
Ruote bagnate di pioggia,
screpolate dal fuoco,
asciugate dall’aria,
rotte dai sassi.
Volteggiando forti e leggere
si apprestano a cercare una strada,
una via,
per respirare il fresco profumo della libertà.

Paola Pucci