Piccoli suggerimenti per vivere meglio

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Ci sono delle situazioni che ci appaiono senza una via d’uscita. Ogni problema ha una soluzione, ma spesso non riusciamo a fare chiarezza dentro di noi non trovando uno spazio di ascolto su cui riflettere.
Questo accade perché è la paura a prendere il sopravvento,  spaventandoci,  rendendo  le cose super giganti come  se fossero montagne invalicabili.
Se i pensieri vagano in un rimugino continuo,  prendere la giusta distanza dal problema è ciò che possiamo  fare inizialmente.
Fare una pausa, fermandoci  ed aprendo il respiro, ci può aiutare ad abbassare l’ansia che  in queste circostanze ci attanaglia e ci opprime non facendoci vedere la realtà delle cose.
Solo quando riusciamo ad entrare nella calma e nella tranquillità possiamo ascoltare quali sono i nostri reali bisogni. Ed è così che  il problema può essere visto da  un’altra prospettiva, un nuovo punto di vista che non prima riuscivamo a far emergere.
Perché la paura blocca non solo la nostra mente ma anche il corpo rendendolo rigido e privo di vitalità.
Quando meno ce lo aspettiamo, la vita ci pone davanti a una sfida, per provare il nostro coraggio e la nostra volontà di cambiamento.
Paulo Coelho
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Rimanere nella pace

La pace
Quando dichiariamo guarra a noi stessi e agli altri, mettiamo in scena la rabbia, l’aggressività, la forza distruttiva e il dolore.
Iniziamo a indurire e bloccare  il nostro corpo e il nostro cuore coinvolgendo anche le persone che ci sono accanto. Nella lotta ci sentiamo sempre nella giusta posizione e spesso facciamo di tutto per vincere. A volte non ci sono ne vincitori e ne vinti ma solo un campo con tante ferite da guarire. A volte ci dimentichiamo di ciò che ci ha fatto arrabbiare,  ed annulliamo anche quello  che avevamo percepito: le sensazioni, le emozioni.
Ammorbidire il cuore ci permette di non rompere, di non spaccare, di non distruggere di non dimenticare, ma sentire con consapevolezza e rimanere in contatto con la pace.
La pace è ogni passo.
Il sole rosso che spende è il mio cuore.
Ogni fiore sorride con me.
Com’è verde, com’è puro tutto ciò che cresce.
Com’è fresco il vento che soffia.
La pace è ogni passo.
Porta il sentiero infinito verso la gioia.
Tinh Thuy (Allieva di Thich Nhat Hanh)

Prepararsi al cambiamento

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Mi sorprendo  sempre quando spunta il sole in una bellissima mattina d’autunno cristallina e radiosa.
Di solito mi accade quando i giorni precedenti sono stati uggiosi e bui, avvolti da una fitta nebbia. Mi sento come investita da una piacevole musica dopo un lungo silenzio.
E’ bello osservare la natura, l’aria ormai fresca e frizzante, i colori che cambiano, i suoni che si attutiscono.
I segni dell’inverno sono imminenti ed arriveranno tra non molto.
Solo rallentando il passo riesco a vedere che la natura attorno a me sta cambiando il suo vestito,  ed usando i miei sensi  mi preparo ad accogliere con apertura qualcosa di diverso che arriverà.
In questo rifletto ed osservo che a volte non sempre ci prendiamo il tempo di  vedere cosa cambia attorno a noi,  che niente rimane fermo, immobile, ma che tutto si evolve ed  assume  una forma diversa . Mi accorgo di  quante volte andiamo  di fretta perdendoci alcuni aspetti della nostra vita, proprio quelli non osservati, consapevolizzati che bloccano la via del cambiamento.
Se guardiamo in modo consapevole a ciò che accade, ci prepariamo a non venire colti di sorpresa, a non rimanere sospesi con il respiro bloccato.
Ci prepariamo al cambiamento e tutto ciò  che porta in sé.
Lasciatevi andare a sentire qualsiasi cosa sia presente. Seguite le sensazioni di flusso e cambiamento e fate attenzione a cosa provate.  Jon Kabat Zinn

Liberare le emozioni

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Diventa sempre più difficile oggi liberare le nostre emozioni,  far vedere a noi stessi e agli altri chi siamo veramente e che cosa proviamo.

Molto spesso la paura di essere giudicati prende il sopravvento, nascondersi diventa il comportamento piu’ facile da prendere.

Essere autentici ci aiuta a vivere in modo congruente nel corpo e nella mente.

Ci permette di creare attorno a noi  rapporti sani e profondi con gli altri.

Controllare le nostre emozioni ci porta a rimanere perennemente attivati e in allerta, aumentando così i nostri livelli di stress.

 

 

 

Empatia: la magia nella relazione d’aiuto

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L’empatia è la capacità di sentire l’altro camminando nelle sue scarpe,  percependo quello che prova, che sente,  nel momento presente.

E’ l’ingrediente essenziale per una buona comunicazione. Se non si è sulla stessa lunghezza d’onda non può nascere nessun tipo di relazione.

Questo accade anche in un percorso di counseling. La persona che chiede aiuto ha smarrito la via, non riesce a ritrovare quel filo che lo riconduce nella giusta direzione.

Il counselor lo accompagna, accende una luce per permettergli di vedere e camminare nella strada dell’ accettazione, della consapevolezza,  dell’autorealizzazione.

Ma se non si crea empatia nella relazione d’aiuto non nasce  quella magia che permette di aprire la scatola della comprensione intima per sentire la confusione, la rabbia, l’ira, la timidezza della persona che si siede accanto a noi,  come se fossero i propri senza però permettere che si confondano con i nostri.

Comunicare al cliente che si è siamo in sintonia  con il suo interno, cercando di capire senza giudicare quello che accade in lui e che vuole esprime, significa creare la giusta atmosfera per poter crescere insieme. Significa ascoltare ed osservare il corpo usando un linguaggio non solo fatto di parole, ma accoglierlo a 360°.

Creare insomma un certo tipo di “amore” (non nel significato romantico e possessivo che gli si dà) per il cliente, accettandolo così come egli è, nella sua unicità che lo contraddistingue da ogni altro.

Se sei in conflitto con un’altra persona, la prima cosa che dovresti fare è cercare di capirla a fondo. Guardare in profondità ti farà vedere la sua sofferenza e allora non avrai più voglia di farle del male, di punirla o di farla soffrire, ma accetterai così com’è e cercherai di aiutarla. E’ così che la comprensione contribuisce a rendere possibile l’amore. A sua volta l’amore aiuta la comprensione ad approfondirsi: quando provi simpatia o affetto per qualcuno, sei in una posizione per capirlo o capirla. Se invece non hai alcuna empatia per quella persona, se non l’accetti, non avrai alcuna possibilità di capirla.

(Thich Nhat Hanh)

I blocchi comunicativi nella relazione di coppia

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La relazione di coppia è un organismo vivente che si evolve e si modifica ogni giorno. E’ formata da una duplice crescita, unita nel contempo dal processo evolutivo individuale.

Molto spesso però, all’interno della coppia, si creano dei meccanismi difficili,  che non permettono alla relazione di crescere e di modificarsi insieme. Per questo s’innescano trappole, nelle quali la coppia non riesce a fuggire. La comunicazione è una di queste, fondamentale per poter crescere insieme e risolvere le problematiche che si presentano nel legame affettivo.

Ma quali sono i blocchi che impediscono alla relazione una comunicazione efficace?

  • Discutere/Ritirarsi – Quando  le aspettative non vengono soddisfatte, cresce la rabbia e il risentimento che porta a continui litigi o al ritiro. I problemi non possono essere risolti lasciando che le emozioni prendono il sopravvento, tantomeno ritirandoci senza parlare dei sentimenti feriti.
  • Accusare – Accusare puntando il dito ed usando il TU e non l’IO, non aiuterà a risolvere, ma farà si che l’altro si metta nella difensiva.
  • Non ascoltare – L’ascolto attivo significa capire e riconoscere i bisogni della persona che ci sta accanto, aprendoci  alla comprensione che l’altro può avere e vivere  in maniera diversa da noi.
  • Cambiare Argomento – Saltare da un problema all’altro non permette di focalizzare quello che sta accadendo,  senza risolverne nessuno.

Attraverso un percorso di coppia è possibile uscire da meccanismi disfunzionali, per riportare i partner in un processo di consapevolezza di blocchi e chiusure che appartengono ai propri vissuti emotivi. Un lavoro che aiuta a guardarsi dentro, a sciogliere nodi che molto spesso non permettono alla coppia di camminare insieme verso la  strada della condivisione e della libertà.

La connessione profonda con il corpo è la base del sentimento d’amore, che è centrato nel cuore: l’amore è il sentimento di essere connesso nel cuore al cuore della persona amata.

A.Lowen in Onorare il corpo

Star meglio con il Diario

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La parola Diario deriva dal latino diarium, che significa vitto-registro giornaliero. E’ nel diario che si annotano o si commentano, giorno per giorno,  gli avvenimenti che si ritengono più importanti,  le proprie vicende sentimentali, intellettuali, nel quale si esprimono pensieri, confessioni segrete e riflessioni. Scrivendo le proprie esigenze, le persone si rendono conto del loro stato di salute, un vero stimolo che porta a modificare il proprio comportamento e stile di vita. La scrittura inoltre rappresenta un’opportunità di aprirsi in maniera più diretta, dando spazio alla riorganizzazione dei propri pensieri e delle proprie emozioni.

Quali sono i benefici della tenuta di un diario?

• Maggior consapevolezza ed accettazione di sé

• Maggior facilità all’espressione dei propri sentimenti

• Maggior amicizia con se stessi

• Sfogo che può diventare creativo

• Autosostegno

• Autoesplorazione

Ma non sempre scrivere è così facile, per lo meno non per tutti. Infatti per alcune persone prendere “la penna in mano” diventa una resistenza da superare. L’approccio alla scrittura, al simbolico, dovrà, in questi casi, avvenire più lentamente, un po’ alla volta, scrivendo in modo libero,  solo quando se ne ha voglia.

Affinché il Diario sia  un’ efficace strumento per facilitare la crescita individuale e superare momenti di crisi, è importante non solo che si limiti ad uno sfogo dei propri problemi o lamentele, ma un mezzo per  mettere a fuoco emozioni e reazioni, per meglio comprenderle, sgombrando la mente dalla confusione. E’ un aiuto ad auto-curarsi, reintegrando l’immagine interna e l’organizzazione giornaliera delle proprie attività.

Per questo è necessario:

♦ Rileggerlo da soli e a voce alta.

♦ Diventare un ascoltatore attento di sé stesso in grado di valutare punto per punto quanto si è scritto.

♦ Darsi un autofeedback di quanto è emerso con costanza e continuità, grazie ad un buon livello di consapevolezza raggiunto.

Il Diario è un oggetto rassicurante, segno di cambiamento, perché il suo uso costante  rafforza il proprio Io , oltre ad essere un buon punto di partenza verso l’autostima.E’ anche un momento di libertà tutto per noi, privo di condizionamenti, dove la solitudine diventa uno spazio creativo, dove il suo uso costante apporta effetti positivi all’esistenza della persona stessa.

Individuare mediante la concentrazione richiesta dalla scrittura il proprio stato, significa superare la confusione di sentimenti e di tensioni che ci imprigionano, diradare le nebbie del passato e del presente che ci impediscono di vedere le risorse che la vita ci offre avviando così un processo di guarigione.

Jean-Yves Revault

Il contatto

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Diventa sempre più difficile oggi entrare in contatto con se stessi e con gli altri.

Internet ci apre le porte al contatto immaginativo, virtuale, quello più semplice, staccato dal mondo dove non c’è un sentire l’altro, un percepire le cose che l’altro percepisce.

Il contatto sicuro nasce sin da subito, da quando il bambino desidera sentire il contatto con la madre. Il piacere di  poggiare il viso sulla sua spalla stando lì,  senza far nulla,  se non sentire il suo contatto.

Il contatto crea intimità , la formazione di un cerchio chiamato  NOI che non è IO o TU, all’interno del quale i contorni  si mescolano per interagire INSIEME.

E’ lo scambio di sensazioni e di emozioni dove i nostri confini da rigidi diventano morbidi, ed è proprio in questo flusso che si crea una comprensione profonda, una scoperta della  connessione con noi, con gli altri.

C’è un modo di entrare in contatto tra esseri umani più percettivo e affidabile della parola, fatto di sguardi, silenzi, gesti e messaggi ancora più sottili; è il modo in cui un essere umano nel suo intimo risponde al richiamo di un altro.

Sándor Márai

 

Fare pausa

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Spesso ci capita di prenderci una pausa dal lavoro, dallo stress quotidiano.

Come? Può essere  in tanti modi: riposarsi, una passeggiata, lo shopping , una chiacchierata con amici,  un break caffè.

Ma fare pausa può essere anche far ritorno al presente, alla consapevolezza di ciò che accade dentro di noi,  all’aprire il respiro, al radicamento.

Un’occasione per visitare il profondo di noi.

Esercizio di pausa

Aprire il respiro (3 minuti)

 Sediamoci in una sedia. Portiamo attenzione al respiro. Pieghiamoci all’indietro, alziamo le braccia e respiriamo più volte profondamente .

Counseling & Bioenergetica

La relazione tra la parola e il corpo

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Il counseling è la relazione d’aiuto in un momento difficile della nostra esistenza, all’interno della quale abbiamo bisogno di esplorare, di essere sostenuti,  di condividere con un professionista competente in grado di accompagnarci verso un nuovo progetto di trasformazione.

All’interno della relazione ci sono tutti gli “ingredienti” fondanti  del counseling per  far scoprire e riscoprire al cliente le proprie risorse: l’ascolto, l’empatia, la congruenza,  l’accettazione di come si è, la comunicazione assertiva.

Un’insieme di tecniche (rogersiane, gestaltiche, funzionali, ecc..) per poter aiutare la persona come individuo unico, con le sue problematiche, con i suoi vissuti emotivi che lo differenziano dagli altri ma che lo fanno partecipe dell’universalità dei problemi che accomuna l’umanità.

Se nel percorso  si unisce anche il linguaggio del corpo non ci si limita soltanto al rapporto verbale, alla parola, ma si pone l’attenzione anche al processo energetico, al corpo.

Secondo l’Analisi Bioenergetica quello che accade nella mente si riflette nel corpo e quello che accade nel corpo si riflette nella mente.

Diventa fondamentale la conoscenza del respiro se è libero, trattenuto o poco vitale,  del tono di voce, flebile o arrabbiato, della postura del corpo,  del grounding (radicamento) ovvero di come percepiamo i piedi sul pavimento,  della mandibola se  è bloccata o libera, così pure di come  teniamo le nostre spalle, alzate o libere. Poter sciogliere significa permettere al corpo di vibrare per ri-iniziare a  sentire.

E’ un percorso di conoscenza di sé a tutto tondo, dove si diventa sempre più consapevoli di quello che accade dentro e fuori di noi. Dove si acquisisce maggiore flessibilità e conoscenza grazie anche al corpo, a come lo percepiamo, dove sono le nostre tensioni, i blocchi emotivi che non ci fanno esprimere quello che sentiamo con consapevolezza e padronanza.

La finalità del percorso del counseling ad approccio bioenergetico è quella di integrare la mente e il corpo creando la giusta relazione che permette di  aiutare il cliente ad essere più congruente con sé stesso attraverso il processo verbale,  e più radicato nel  corpo e nelle emozioni con il lavoro corporeo.

Paola Pucci   Counselor Professionista, Conduttore bioenergetico                                                                          Centro Olistico SEI – ANCONA              Per info e prenotazioni 333.6279137