Fermiamoci: ascolto, radicamento e apertura

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Quando la nostra giornata è piena di tante cose non ci accorgiamo che non siamo più in contatto con noi stessi, con il nostro sentire, con le nostre emozioni.

Non siamo più consapevoli di quello che ci accade ma siamo presi da un vortice che si chiama “fare” che ci conduce lontano dal nostro presente.

Quando accade questo, prendiamoci un momento per noi durante la giornata, fermiamoci, ascoltiamo il nostro corpo e la nostra mente.

Nel farlo poniamo attenzione al nostro respiro, ai nostri piedi che poggiano sul pavimento.

Come ci sentiamo? Siamo radicati alla terra? Siamo presenti con noi stessi? Come sono i nostri pensieri? La nostra mente vaga?

Proviamo ad osservare quello che accade, che cosa emerge.

Abbiamo aperto uno spazio interiore,  ci siamo permessi  di interrompere il quotidiano, allargando  i nostri orizzonti verso qualcosa di nuovo, verso una nuova apertura.

L’individuo radicato pensa con tutto il corpo: significa che il suo sentire ha fortemente a che fare con il suo pensiero. A. Lowen

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Gli esercizi espressivi

 

IMG_0670L’espressione di sé  rappresenta uno dei nostri bisogni funzionali. Significa aprirsi al mondo e mettere in luce quello che veramente sentiamo, la nostra voce autentica.

Gli esercizi  espressivi hanno proprio questo compito, cioè quello di facilitare la nostra espressione, i nostri sentimenti.

Se reprimiamo un sentimento come la gioia, la rabbia , la tristezza, la paura, perderemo la nostra sensibilità e di vitalità.

Esprimere il proprio sentire in una classe di esercizi, aiuta le persone ad entrare in contatto con alcuni sentimenti repressi nella propria personalità.

Il timore di alcune persone è quello di non riuscire a gestire le emozioni man man che emergono; in questo caso sarà  compito del conduttore aiutare a  contenere e salvaguardare i sentimenti che si presentano.

I sentimenti sono la vita del corpo come i pensieri sono la vita della mente.(A.Lowen)