Il massaggio a farfalla

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Il massaggio bioenergetico dolce, chiamato anche a farfalla, è stato ideato da Eva Reich, figlia di Wilhelm Reich.

Viene chiamato così per la delicatezza con cui viene eseguito sulla pelle del bambino fin dai primi momenti di vita.

Toccando la pelle del nascituro si provoca sensazioni di distensione e calore, un onda di benessere che pervade la mamma e il nascituro.

Eva Reich lavorò seguendo il padre, medico psicanalista, ed osservando la sua delicatezza con cui si rivolgeva alle madri e ai  bambini.  Successivamente iniziò la  carriera di pediatra presso L’Harlem Hospital a New York, dove sviluppò il massaggio a farfalla nei bambini prematuri, per rianimarli in quanto avevano sofferto.

L’obiettivo del massaggio è quello non solo di stabilire una base sicura tra mamma e bambino, ma anche ripristinare un energia vitale.

E’ delicato come le ali di una farfalla, viene prima effettuato sulla madre durante la gravidanza, per poi trasferirlo al bambino stesso.

In questo modo s’impara a toccare i propri figli  dai primi momenti di vita, creando un legame di attaccamento sicuro.

Stimolando la pelle del bambino, si attivano le terminazioni nervose, trasmettendo al cervello uno stato di benessere.

Il massaggio non dura più di dieci minuti, attraverso dei movimenti che partono dall’alto verso il basso, dal centro verso l’esterno.

Piccole rotazioni leggere unite ad una delicata vibrazione delle dita, per poi terminare  con  una carezza unificata lungo tutto il corpo.

Ma quali sono i suoi benefici?

Aiuta a  superare lo stress del taglio cesareo, ad attivare una respirazione più profonda, interviene sulla nascita prematura o altri traumi da parto, su insonnia e coliche, oltre ad aiutare i genitori che lavorano a superare la temporanea separazione dai figli.

Con il massaggio bioenergetico dolce  si crea un gioco corporeo ed emozionale, un legame profondo che rappresenta  la premessa comunicativa tra genitori e figli.

Paola Pucci

 

Al calore del primo abbraccio

“All’inizio della vita l’essere accarezzato, abbracciato e coccolato, rende sensibili le varie parti del corpo del bambino.
Lo aiuta a costruire un’immagine corporea sana e promuove lo sviluppo dell’amore attraverso il rafforzamento del legame tra il piccolo e sua madre”
(Anna Freud)

 

 

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